| La tanatoprassi e la sua evoluzione nel mondo |
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La Francia ha una percentuale superiore al 40%, ma presenta un incremento annuale notevole e costante. Possiamo citare anche il Belgio, la Spagna, che si è aggiunta di recente ma sta mostrando una rapida progressione, il Venezuela e, ben presto, anche altri paesi dell'America Latina. Per quanto riguarda il resto dell'Europa, l'idea sta prendendo rapidamente piede e la richiesta di operare in questo campo aumenta un po' ovunque; ci riferiamo in particolare alla richiesta di formazione di tanatoprattori in Germania, Svizzera ed Italia e, presto, anche nei paesi dell'Est. Nei paesi scandinavi la tanatoprassi viene praticata con una percentuale superiore al 70%, ma con un procedimento diverso, che comporta obbligatoriamente l'autopsia. Benché la tanatoprassi moderna venga praticata ancora in proporzioni assai ridotte in alcuni paesi africani, sono però diffuse altre forme di conservazione su oltre il 90% della popolazione. Nella maggior parte dei casi, i cadaveri vengono trattati con numerose punture ipodermiche e con iniezioni di formaldeide o di altri prodotti nelle cavità. Se ritroviamo la tanatoprassi vera e propria anche in Oceania, nei paesi anglosassoni, e in alcuni paesi asiatici quali lo Sri-Lanka, Singapore, Hong-Kong, troviamo invece, nella Cina Popolare, la presenza degli stessi trattamenti africani, e cioè del trattamento del cadavere con la formaldeide. Anche in Tailandia viene utilizzato il medesimo procedimento ed è certo che molti altri paesi impiegano metodi similari, ma dei quali non esistono informazioni. In tutti i paesi citati, si chiede aiuto affinché venga migliorato un sistema alquanto vetusto. La realtà ci dice, infatti, che ovunque la gente muoia, il deterioramento del cadavere è ingombrante, spaventa, e i vivi cercano, come i loro antenati, i mezzi per bloccare e ritardare l'inesorabile processo della decomposizione, senza contare che, per motivi religiosi, in Cina ed in altri luoghi le esequie non vengono celebrate prima di 5/7 giorni dal momento della morte e, talvolta, anche oltre.
Si tratta in realtà del procedimento Gannal del XIX secolo, ma modificato dalle tecniche contemporanee: una iniezione intra-arteriosa di un liquido antisettico che disinfetta e conserva, ad una pressione abbastanza forte da farlo mescolare al sangue, la maggiore fonte di decomposizione. Viene praticato in alcuni casi un drenaggio venoso di lieve entità, seguito dal drenaggio delle cavità addominali e toraciche, soprattutto in presenza di determinate malattie. Questi trattamenti vengono completati da una accurata pulizia e sistemazione del cadavere e dalle cure al viso che renderanno così alla famiglia un defunto "tranquillo e tranquillizzante", una immagine serena che rimarrà per molto tempo nei loro ricordi. È forse necessario ricordare le orribili smorfie della morte, il rictus dell'agonia, la cianosi dei tessuti che mostra i corpi lividi e accartocciati? Tutti conosciamo la perfetta descrizione di Ippocrate del volto cadaverico, tanto osservato e sempre attuale. Non c'è bisogno di ricordare gli stadi classici iniziali della tanatomorfosi che cominciano con l'immobilità, la rigidità e l'adattamento alla temperatura ambiente; la lividezza che precede le macchie verdi, il rigonfiamento, l'odore e l'evacuazione delle cavità naturali. La descrizione del processo di decomposizione si ferma qui, ma tutti gli specialisti sanno benissimo fin dove può arrivare la putrefazione! E questo esiste ancora ai nostri giorni, la gente può perfino constatarlo, a volte, in certe immagini televisive che non esitano a mostrarci l'apice dell'orrore. Tutti questi esempi ci dimostrano qual è il contributo dei Servizi d'Igiene mortuaria, in generale, e della tanatoprassi in particolare.
In ogni famiglia, in ogni gruppo sociale, una persona caritatevole e devota effettuava la pulizia e la sistemazione del defunto, lo vestiva, lo presentava agli sguardi dei familiari e dei vicini. Il corpo veniva spesso isolato in una stanza non riscaldata mentre ora, in abitazioni di piccole dimensioni, calde d'estate ed eccessivamente riscaldate d'inverno, i familiari non potrebbero permanere intorno alle spoglie mortali del loro caro se non ci fossero i trattamenti di conservazione. Se la tanatoprassi consente di assicurare la preparazione, la veglia e l'omaggio ai defunti nei casi di "decesso presso il domicilio", non perde certo la sua utilità quando il decesso sopraggiunge in ambiente ospedaliero, sia perché tali istituti sono destinati a curare i vivi, sia perché l'autopsia, eseguita sempre più frequentemente, lascia tracce che soltanto la tanatoprassi è in grado di ridurre. L'immagine serena di un corpo contribuisce ad alleviare il dolore dei familiari e ad attenuare lo choc brutale della separazione. Il piccolo contributo che la tanatoprassi dà nel lenire tale dolore è indice di un sentimento elevato e bisogna sempre tenere ben a mente che la Morte di qualsiasi essere umano riguarda tutti gli uomini, senza eccezioni. Fonte: Oltremagazin |