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Chi è l'esecutore testamentario ?

Al testatore è riconosciuta la facoltà di designare con proprio atto di volontà, una persona la quale curi che siano esattamente eseguite le sue disposizioni di ultima volontà.
A questa scelta il defunto può essere indotto da varie ragioni :
- scarsa fiducia negli eredi,
- difficoltà delle questioni da risolvere,
- importanza e natura dell'eredità,
- piena fiducia nella persona nominata esecutore testamentario.
Il compito dell'esecutore testamentario normalmente è gratuito, ha diritto solo al rimborso delle spese.
Il testatore, però, ha la possibilità, prevista dal codice civile, di stabilire una retribuzione determinando direttamente o meno l'ammontare a carico dell'eredità.
La cancelleria della pretura, ove si determina l'apertura della successione è competente per ricevere la dichiarazione di accettazione della carica di esecutore testamentario o quella di rinuncia alla carica stessa.

Quali sono i diritti dei figli ?

Come abbiamo già anticipato i figli davanti alla legge sono tutti uguali, siano legittimi nati dal matrimonio, legittimati nati fuori dal matrimonio, naturali riconosciuti e adottivi.
Solo ai figli legittimi è attribuito il diritto nei confronti dei figli naturali di commutare la quota loro spettante in denaro o in beni immobili.
Va precisato che il figlio naturale ha il diritto di opporsi legalmente.
Ai figli naturali non riconosciuti che hanno diritto al mantenimento, all'istruzione e alla educazione spetta un assegno vitalizio pari all'ammontare della rendita della quota di eredità.

Quali sono i diritti del coniuge ?

Il coniuge superstite, rispetto agli altri eredi ha il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza famigliare e il diritto di uso sui mobili e sugli oggetti che la corredano, sia se di proprietà del defunto sia se in comunione dei beni.
Pena la perdita di tale privilegio, il coniuge superstite dovrà risiedere per un certo periodo dell'anno e non potrà mai affittare la casa a terzi.
Tale diritto si applica solo se il coniuge era convivente con il defunto.
Altro privilegio concesso al coniuge superstite è quello di poter vendere il suo diritto di abitazione agli altri eredi (ad esempio i figli) e di non perderlo anche se rinuncia ad essere erede.
Se la casa era in affitto e il contratto intestato al defunto, la legge stabilisce il subentro al contratto di affitto alle stesse condizioni al coniuge, agli eredi e ai parenti conviventi.

Il coniuge superstite separato ha gli stessi diritti di un coniuge legittimo se la sentenza di separazione non è ancora passata in giudicato (sentenza irrevocabile); se la sentenza è passata in giudicato ed è consensuale e se non gli è addebitata la separazione, il coniuge separato ha gli stessi diritti del coniuge legittimo tranne il diritto di abitazione.
Se per legge viveva in una casa, il cui contratto era intestato al defunto subentra a quest'ultimo.
Se gli era addebitata la separazione e godeva degli alimenti, ha diritto a un assegno vitalizio di valore pari a quanto percepiva dal defunto, in caso contrario non ha diritto a nulla.