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Cosa fare delle spese funerarie e mediche?

Le spese di onoranze funebri sono detraibili dalle imposte di successione (importo massimo lire 2.000.000) e dalle imposte sui redditi (importo massimo lire 1.000.000) quando risultano documentate da regolari quietanze. Se le spese funerarie sono state sostenute da più persone aventi diritto alla deduzione ciascuna di esse potrà dedurre solo la propria quota.
Esempio: se 4 fratelli spendono per il funerale di un genitore lire 5.000.000, ciascuno di essi potrà dedurre:
lire 250.000 dalla dichiarazione dei redditi, lire 1.000.000 : 4 = 250.000;
lire 500.000 dalla imposta di successione, lire 2.000.000 : 4 = 500.000.
Le spese mediche e chirurgiche relative agli ultimi sei mesi di vita del defunto, sostenute dagli eredi, comprese quelle per ricoveri, medicinali e protesi sono deducibili senza limiti massimi dalle imposte di successione se corredate da regolari quietanze anche datate anteriormente all'apertura della suc-cessione. Sono oneri deducibili anche dalla dichiarazione dei redditi, la detrazione viene computata applicando la percentuale fissa del 22% sull'importo totale di spesa che eccede lire 250.000, tale importo non è soggetto a dei limiti massimi.

Cosa fare per donare gli organi del defunto?

La legge n° 644 del 2/1211975 disciplina i prelievi di parti di salme a scopo di trapianto terapeutico.
I prelievi sono vietati se in vita il soggetto aveva esplicitamente negato il proprio assenso.
Non ricorrendo tale ipotesi, i prelievi sono altresì vietati quando, in seguito a formale proposta del sanitario, responsabile delle operazioni di prelievo, intervenga opposizione scritta da parte del coniuge non separato, dei figli maggiorenni, e in mancanza di questi ultimi i genitori.

Quanto bisogna pagare di tasse

se l'eredità è costituita anche da mobili antichi, quadri d'arte, argenteria, gioielli e titoli di stato?

È difficile sia per il fisco che per gli eredi poter stimare simili beni, anche perché le valutazioni economiche oltre a non essere mai certe sono sempre soggettive.
Per questo motivo si considerano compresi nell'attivo ereditario per un importo pari al 10% del valore imponibile globale netto dell'asse ereditario. Ricordiamo che i titoli di stato non sono tassabili come non è tassabile un patrimonio ereditario inferiore o pari 250 milioni.

Cosa fare se gli eredi non hanno soldi per pagare le tasse di successione?

Se l'eredità è costituita da immobili o da una azienda con capitale investito, diventa problematico trovare soldi per pagare il fisco. È anche vero che vendere una parte dell'eredità significa più delle volte cedere sotto costo; allora la soluzione migliore è una dilazione da richiedere all'ufficio del registro.
Lo stesso, su precise garanzie offerte, ad esempio l'ipoteca sugli immobili ereditati, può concedere una rateizzazione fino a 5 anni successivi all'apertura di successione.
Nelle rate che sono da pagare annualmente, il fisco aggiunge alle imposte anche le sovratasse, gli interessi di mora al 9% e le pene pecuniarie.
È preferibile una soluzione di questo tipo, piuttosto che rivolgersi alle banche le quali, come sappiamo richiedono interessi maggiori.

Chi ha diritto alla pensione?

Tutti sanno che la pensione è una prestazione economica periodica e continuativa imposta dalla legge in presenza di determinate condizioni a favore di determinati soggetti.
Nell'ordinamento previdenziale le pensioni sono di:
- vecchiaia
- invalidità
- anzianità di lavoro
- indiretta, detta anche di reversibilità, riferita al defunto lavoratore con almeno 5 anni di contributi.
I superstiti aventi diritto alla pensione sono:
- il coniuge
- i figli, legittimi ed equiparati, che non abbiano superato il 18° anno di età, i1 21° anno per le pensioni erogate dal Ministero del Tesoro o, i126° anno se studenti universitari. Si prescinde dal limite di età per i figli ricono¬sciuti inabili al lavoro
- i genitori a carico del pensionato o del lavoratore di età superiore ai 65 anni, non titolari di pensione, sempreché non vi siano né coniuge, né figli superstiti aventi diritto alla pensione.
- i fratelli celibi, le sorelle nubili, entrambi inabili, non titolari di pensione che risultino a carico del pensionato o del lavoratore, sempreché non vi siano né coniuge, né figli, né genitori a carico, aventi diritto alla pensio¬ne.
Se il defunto non era pensionato e non possedeva i requisiti contributivi per il diritto alla pensione di vecchiaia o di anziantà al lavoro, ai superstiti viene corrisposta una somma una volta tanto (detta indennità per morte) in proporzione ai contributi versati, con garanzia di un importo minimo e con un limite massimo.
I superstiti di un lavoratore dipendente hanno diritto alla liquidazione maturata, all'indennità di preavviso e a quanto previsto dai vari contratti di lavoro.
Se il coniuge superstite con diritto alla pensione contrae un nuovo matrimonio perde tale diritto e riceve un assegno una tantum.
In caso di divorzio il coniuge superstite divorziato può avere diritto alla pensione se è già titolare dell'assegno di mantenimento.
Non ha diritto alla pensione il coniuge separato per colpa e sentenza irrevo¬cabile.
Gli aventi diritto possono rivolgersi agli enti di patronato giuridicamente riconosciuti, oppure direttamente agli enti erogatori delle pensioni:
- INPS per i lavoratori dipendenti ed autonomi
- Tesoro e Casse di Assicurazioni per lavoratori del pubblico impiego

La pensione, la liquidazione e l'indennità per morte non sono tassabili perché non appartengono al patrimonio del defunto e quindi non sono da prendere in considerazione quando si presenta la dichiarazione di successione.

Attenzione ai «regali-truffa».

Infine un ultimo suggerimento, i famigliari del defunto vengono spesso indotti in errore da ditte che propongono abbonamenti a riviste, a libri o la vendita dì oggetti di varia natura ordinati dal defunto ma non pagati.
Come funziona la truffa?
Nella maggior parte dei casi spediscono il «regalo» indirizzandolo al defunto e richiedendo un pagamento in contrassegno.
I famigliari credendo di trovarsi di fronte all'ultimo desiderio del loro caro pagano tranquillamente conservando il tutto come ricordo.
Altri truffatori più sfacciati, con riverente educazione si presentano direttamente in casa con il «pacco regalo» chiedendo del defunto e anche l'imme¬diato pagamento. Comprensibile l'imbarazzo della famiglia e anche relativo pagamento.
Altri ancora spediscono sempre a nome del defunto bollettini di conto corrente postale che possono essere scambiati con le cartelle esattoriali.
 I  veri bollettini esempio: come 1'ICI, la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani sono prestampati con l'intestazione dei concessionari della riscossione che quasi sempre sono delle banche.
Segnalate immediatamente alle competenti autorità di polizia qualsiasi proposta in «odor di truffa».