Cos’è la tanatoprasi? Stampa E-mail
Tanatoprassi e il metodo che ha lo scopo di ritardare la tanatomorfosi. Il termine tanatoprassi è stato inventato in Francia nel 1960.

Cos’è la Tanatoprassi

E’ un trattamento "post-mortem" e consiste nella cura igienica di conservazione del corpo dopo la morte, ma è soprattutto un trattamento che ha lo scopo di realizzare un processo altamente igienico nel settore funerario e cimiteriale.
Il corpo nelle ore successive alla morte, subisce una veloce trasformazione, vi è la fuori uscita di liquidi organici e la presenza di vapori nauseanti, che rendono la veglia funebre più traumatica e potenzialmente pericolosa.
Con la Tanatoprassi, si possono perciò evitare queste spiacevoli situazioni, ciò è possibile tramite un’iniezione nel sistema arterioso di un fluido conservante e da una serie di cure estetiche che consentono di conservare un'immagine integra della persona cara, eliminando cosi' per alcune settimane il processo di decomposizione.
Cosa molto importante è che con la Tanatoprassi, viene garantito il naturale ritorno in polvere del corpo in un tempo massimo di 10 anni, mentre per un corpo che non ha subito nessun trattamento ci vogliono circa 40 anni, in alcuni casi anche 80.
La Tanatoprassi, presenta i suoi vantaggi anche nell'ambito della medicina legale, infatti fermando la decomposizione della salma, si fissano i tessuti e le lesioni come in una preparazione istologica, consentendo cosi' di eseguire le indagini più facilmente.
Sarà possibile in questo modo, studiare meglio la traiettoria di un proiettile ed avere un apporto ai metodi di identificazione medico-legale. In caso di una riesumazione, resa necessaria da indagini giudiziarie, si avranno sicuramente risultati migliori su un cadavere trattato, rispetto a un cadavere in decomposizione.
Non è difficile a questo punto, capire come grande sia l'importanza di questa nuova professione emergente; i parenti del defunto avranno un ultimo ricordo più piacevole e meno traumatizzante, non vi sarà la presenza di quelle fattezze dettate dalla morte, ma i familiari vedranno il loro caro come in realtà era da vivo.
E' giusto precisare che la Tanatoprassi, non è da confondere con l'imbalsamazione perpetua che non servirebbe a molto, ma è un metodo di conservazione temporanea; ciò fa si che le salme trattate con tale tecnica, possono essere conservate dai 10 ai 15 giorni prima della sepoltura, rimanendo intatte in qualsiasi tipo di ambiente.
Tanti sono i vantaggi che questa nuova tecnica apporta, la sua applicazione sta diventando sempre più necessaria, ma non dobbiamo dimenticare quanto sia importante, per l'essere umano rendere omaggio al proprio defunto, purchè in condizioni di normalità e non in condizioni spiacevoli come quelle che conosciamo attualmente.

Cenni storici della Tanatoprassi

I trattamenti condotti di volta in volta dall'uomo sui cadaveri, sono stati costantemente ispirati e giustificati da influenze culturali e religiose, per questo motivo non è semplice esaminare le varie forme di sistemazione e distruzione dei cadaveri, nel corso delle varie epoche e culture.
Il culto dei defunti, ha delle tradizioni antiche e radici molto profonde; vi sono tracce indelebili di pratiche di conservazione dei corpi di popoli come Egiziani, Aborigeni d'Australia, tribù Incas d'America ecc.
Le tecniche di conservazione delle salme quindi, sono nate circa 5000 anni fa, epoca nella quale vi erano credenze religiose egiziane, che esigevano la conservazione del corpo come condizione indispensabile per la risurrezione.
La Tanatoprassi, come tecnica di conservazione dei corpi, è stata messa a punto nella sua forma completa tardivamente, e cioè intorno alla metà del XIX° secolo. Per poter descrivere brevemente l'evoluzione di questa tecnica, è indispensabile però presentare, seppure per grandi linee, ciò che ha preceduto la Tanatoprassi e che, ancora oggi da molte persone viene confusa: l'imbalsamazione.
Tale metodo di conservazione, era utilizzato in modo molto elaborato già presso gli egiziani e Incas, due civiltà millenarie molto evolute, possiamo capire perciò il suo interesse culturale e sociale.
La pratica dell'imbalsamazione (etimologicamente mettere in un balsamo) era riservata a degli specialisti che avevano compiti ben definiti, posti a loro volta alla sorveglianza di un esperto veterano.
Le tecniche utilizzate erano differenti a seconda degli usi e delle possibilità delle famiglie dei defunti; il trattamento riservato ai grandi, presupponeva piante e ingredienti di ogni tipo, la macerazione del corpo, svuotato prima delle sue viscere e messo poi in un bagno di natron per 70 giorni.
Praticabile a tutti invece, era la semplice macerazione di tutto il corpo, essa avveniva immergendo lo stesso, in un bagno di salamoia per lo stesso periodo di tempo; il risultato era la mummificazione del cadavere, con lo scopo della sua conservazione perpetua.
Successivamente esso veniva avvolto in apposite bende, si concludeva così la pratica dell'imbalsamazione e si procedeva disponendo il corpo in un sarcofago di pietra, una volta chiuso, veniva esposto in piedi nella tomba.
Il fine ultimo dell'imbalsamazione egiziana, come tutte le imbalsamazioni successive, era quello di conservare per moltissimo tempo, l'involucro carnale dei defunti per motivi essenzialmente metafisici e credenze nella metempsicosi (trasmigrazione dell'anima da un corpo all'altro).
La differenza degli obiettivi messi a punto, si radicarono quando si studiarono sperimenti condotti da Iannal, Suguet, Dupre, Larskowski, Brunetti e Rrichardson, metodi che consistevano soprattutto, in una iniezione nel sistema arterioso di una soluzione di sali, ciò per la conservazione nel tempo, dei tessuti e dei principali organi.
La semplicità e il carattere altamente igienico di tale procedimento, attirò a se l'interesse di seguaci di oltre oceano come il Dott. Holmes di Brooklyn che, con l'assistenza di un allievo di Iannal, divulgò questo metodo di conservazione, indispensabile in seguito, in caso di rimpatrio dal campo di battaglia durante la guerra di successione.
Un evento importante, fu la fondazione negli Stati Uniti, intorno al 1880, della prima scuola d'insegnamento dei moderni procedimenti di Tanatoprassi, grazie al Prof. D. H. Clarck.
In conclusione, possiamo dire che le moderne pratiche di conservazione, sono dettate da esigenze diverse rispetto all'imbalsamazione degli antichi, infatti i metodi attuali, rispondono a un bisogno differente dal passato; essi sono destinati soprattutto a un livello igienico completo ed efficace per il periodo della veglia funebre.

Tanatoprassi oggi

La moderna tanatoprassi consiste nell’introduzione in circolo e nella cavità toracica e addominale di sostanze chimiche, in genere formaldeide, in grado di bloccare temporaneamente i processi decompositivi, comprende la presentazione estetica e se necessaria la ricostruzione dei tratti somatici.
Il trattamento non impedisce al corpo di tornare ai suoi elementi naturali, ma i processi ossidativi, più graduali e inodori si sostituiscono a quelli putrefattivi.

La Tanatoprassi quindi consente:

La disinfezione
La conservazione
Il ripristino
In passato l’imbalsamazione aveva un significato soprattutto metafisico e religioso, ed aveva come fine la conservazione perpetua delle salme, oggi due sono gli obiettivi principali:
• Poter tenere la salma in casa senza alcun pericolo per i familiari e senza odori.
• Preservare l’aspetto della salma per il periodo necessario al distacco.
Fornire alla famiglia il tempo per potersi separare dalla salma. E’ importante la presentazione non la conservazione.
Il Professor Roger Fesneau, uno dei padri della tanatoprassi in Francia, evidenziava come lo scopo non fosse quello di evitare di “tornare ad essere polvere” ma piuttosto quello di evitare di assistere agli stadi intermedi del processo di decomposizione.
Risparmiare agli occhi dei familiari e degli operatori funebri gli effetti delle trasformazioni post-mortem.
Conservare un immagine serena della persona cara, può essere di aiuto nell’accettare la perdita.Permettere al defunto di lasciare un’ultima immagine di se il più decorosa possibile.
Il trattamento si rende, inoltre, particolarmente necessario:
• Nei trasporti internazionali o comunque nel caso di lunghe distanze.
• Per la conservazione dei cadaveri, o di parti, destinati allo studio anatomico.
• La componente di presentazione estetica poi si rivela molto utile non solo per dare alla salma un aspetto sereno, ma anche per eliminare le deturpazioni causate da traumi o ferite.