Come si acquista o si rinuncia al titolo di erede ?
Non sempre ereditare è conveniente perchè può capitare che i debiti del defunto possano superare in valore i suoi beni, per questo motivo il nostro ordinamento giuridico consente a colui che per legge o per testamento è chiamato alla eredità di scegliere tra due soluzioni legali: la prima è rinunciare, la seconda è accettare l'eredità.
La rinuncia consente di evitare due situazioni gravi.
- nel caso di eredità passiva di dover pagare con il proprio patrimonio personale i debiti del defunto;
- di pagare due volte in tempi (si presume vicini) l'imposta di successione, esempio classico:
muore Mario, persona molto anziana senza testamento; gli eredi sono Anna, il coniuge molto avanti negli anni e i due figli legittimi Roberto e Dario.
A tutti spetta 1/3 dell'eredità.
In questo caso il coniuge Anna può rinunciare a favore dei figli che diventano ciascuno erede di 1/2 eredità; così facendo si evita che la quota 1/3 di Anna, non venga nuovamente tassata a Roberto e Dario in caso di probabile premorienza.
La rinuncia per essere valida va presentata ad un notaio oppure al cancelliere della pretura, quindi è un atto pubblico.
L'accettazione dell'eredità può essere pura e semplice o con beneficio di inventario.
L'accettazione può essere dichiarata con un atto pubblico o con una scrittura privata o quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettarla ad esempio vendita dei beni ereditari.
Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni a partire dalla data del decesso che corrisponde all'apertura della successione.
Se il chiamato indugia, chiunque vi ha interesse può chiedere che l'autorità giudiziaria fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinuncia all'eredità; trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione il chiamato perde il diritto di accettare.
Accettazione con beneficio di inventario
In questa seconda ipotesi l'erede a conoscenza dei debiti del defunto fa compilare un elenco, detto inventario, comprensivo dei beni e dei debiti, così valuta se accettare o no l'eredità. L'accettazione con beneficio di inventario offre al futuro erede un notevole vantaggio:
- tiene distinto il patrimonio del defunto da quello suo
- non vi è confusione tra i due patrimoni.
L'erede non è tenuto al pagamento dei debiti o di eventuali legati ereditari oltre al valore dei beni a lui pervenuti.
L'accettazione con beneficio di inventario consiste in una dichiarazione da presentare ad un notaio o al cancelliere di pretura ed è in seguito inserita nei registri delle successioni.
L'inventario deve essere stilato entro tre mesi dal giorno che si apprende di essere chiamati all'eredità, ed entro 40 giorni invece bisogna dichiarare se accetta o no.
Trascorso tale periodo se non si rinuncia si è considerati eredi.
I minori di età e gli incapaci possono accettare la chiamata alla eredità solo con il beneficio di inventario, vale a dire che non è loro consentita l'accettazione pura e semplice, stessa norma vale per gli enti di beneficienza.